• Giulio Pisano

L'Incipit

Il potenziale lettore che sfoglia i libri nella libreria o l’editore che ha ricevuto il tuo manoscritto hanno una cosa in comune:

Entrambi hanno davanti centinaia di libri davanti a se di cui non conoscono assolutamente nulla.

Una volta che lo hanno preso in mano perché hanno trovato interessante la copertina o il titolo, lo sfogliano per una trentina di secondi al massimo e nel 90% dei casi leggono, o meglio danno una rapida occhiata, alle prime righe del testo, l’incipit appunto.

Chiediamoci cosa sia meglio che trovino.

L'inizio di una storia è fondamentale per far pregustare tutto quello che verrà scritto dopo.


Per usare una parafrasi enogastronomica: è come un aperitivo, serve a far guastare meglio i piatti che seguiranno.

Entrare subito nel cuore dell’azione.

Il famoso curatore del Louvre, Jacques Saunière, raggiunse a fatica l’ingresso della Grande Galleria, e corse verso il quadro più vicino a lui, un Caravaggio.


Dan Brown , ll Codice da Vinci



Un pensiero che caratterizza il protagonista.

- Puntini – sul terzo pannello ci sono puntini dappertutto, non vedete? – no, non quello, il secondo dal basso, ieri volevo farli notare a qualcuno ma poi c’era un servizio fotografico e Yaki Nakamari o come cazzo si chiama il designer – si fa per dire – mi ha scambiato per qualcun altro e così non sono riuscito a farmi sentire…                                                     


Bret Easton Ellis, Glamorama




Iniziare con un dialogo.

“Stai dormendo?”

“No”

“E tieni sveglio pure me”

“Mi va veloce il cuore”

“Com'è?”

“Non lo so. All'improvviso comincia a correre”.


Antonio Manzini, Rien ne va plus



Alcune domande a cui si cercherà di dare risposta.

“Come si erano incontrati? Per caso, come tutti. Come si chiamavano? E che ve ne importa? Da dove venivano? Dal luogo più vicino. Dove andavano? Si sa dove si va?”


Denis Diderot, Jacques il fatalista e il suo padrone




Descrivere l’ambiente e l'impostazione

Fu allora che vidi il Pendolo.

La sfera, mobile all’estremità di un lungo filo fissato alla volta del coro, descriveva le sue ampie oscillazioni con isocrona maestà

Umberto Eco, Il Pendolo di Foucault.




Informazioni di base sul protagonista.

Alice Della Rocca odiava la scuola di sci. Odiava la sveglia alle sette e mezzo del mattino anche nelle vacanze di Natale e suo padre che a colazione la fissava e sotto il tavolo faceva ballare la gamba nervosamente, come a dire su, sbrigati.


Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi.




Il protagonista si presenta da solo.

Mi pento delle diete, dei piatti prelibati rifiutati per vanità, come mi rammarico di tutte le occasioni di fare l’amore che ho lasciato correre per occuparmi di lavori in sospeso o per virtù puritana.


Isabel Allende, Afrodita.



E adesso buona scrittura…

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